Un'autovalutazione misura come racconti l'azienda.
Di questionari di autovalutazione ne esistono molti, e quasi tutti restituiscono un livello. Il problema è noto a chi li scrive: l'azienda che risponde è la stessa che viene valutata, quindi il numero dipende da come sceglie di raccontarsi. Un questionario che finge di non saperlo promette una misura e consegna un'impressione.
Survey Scope lo dice nella prima riga del report, e poi lavora perché conti meno. Ogni domanda chiede un fatto accaduto invece di uno stato che dura: non «avete una procedura», ma «l'ultima volta che è andato storto qualcosa, chi se n'è accorto per primo». Un fatto o c'è stato o no, e chi risponde se ne accorge mentre risponde.
Le domande le puoi leggere tutte: sono file JSON dentro l'app, una cartella per questionario, con licenza Apache-2.0. Quelle sull'AI hanno attraversato tre riscritture e tre misure. La stessa idea che sta sotto al nostro lavoro sull'intelligenza artificiale — chi decide deve poter controllare su cosa sta decidendo.
È anche il motivo per cui conviene somministrarlo a più unità insieme. Venti compilazioni della stessa impresa dicono dove i reparti non sono d'accordo; venti compilazioni di associati diversi dicono dove il settore ha lo stesso buco. In tutti e due i casi la domanda utile non è la media, ma quanto le risposte si discostano fra loro.
Cosa fa
- Due questionari, da scegliere all'inizio: la maturità sull'AI e un controllo sulla NIS2. Ventidue domande ciascuno.
- Una domanda per schermata, con le risposte già scritte: si sceglie, non si compila.
- Un punteggio per ciascuna delle sei dimensioni del questionario, prima del totale.
- Tre cose da cui partire, scelte dalle dimensioni in cui hai risposto peggio.
- Gli obblighi europei che riguardano il questionario — quattordici sull'AI, dieci sulla NIS2 — ognuno con la data da cui vale e il collegamento al testo.
- Un report stampabile, che resta leggibile anche su una stampante in bianco e nero.
- Esportazione in JSON e in CSV, con l'impronta dell'edizione del questionario dentro il file.
- Le risposte si salvano a ogni passo: puoi fermarti a metà e riprendere.
- Un modulo di approfondimento facoltativo, dove il questionario ce l'ha, per chi vuole raccontare come ci è arrivato.
- Rifacendolo fra sei mesi, il confronto fra i due file dice più del numero di oggi.
- Dai un nome a ogni questionario e lo ritrovi in un elenco che si cerca per nome o per data.
- I file che ti mandano altri si caricano nello stesso elenco, e lo stesso file caricato due volte resta una riga sola.
- Ogni file porta l'impronta dell'edizione: se qualcuno ha risposto a una versione diversa delle domande, si vede subito.
- Esporta il modello di un questionario in un file, modificalo con un editor di testo e ricaricalo con un'altra chiave: diventa uno dei modelli che puoi scegliere.
- Un modello caricato resta sul tuo computer come tutto il resto, e si toglie quando vuoi senza toccare le compilazioni già fatte.
Cosa non fa
- Non verifica niente: nessuna risposta viene controllata da nessuno.
- Non è una certificazione e non è un parere legale.
- Non ti confronta con altre aziende: dietro non c'è nessuna base dati, e un confronto fra autovalutazioni non verificate non direbbe niente.
- Non raccoglie niente per conto tuo. Non c'è un server: se lo distribuisci, i risultati te li mandano le persone e li carichi tu.