Una pagina e i giorni in cui deve stare Dentro un riquadro chiuso, a sinistra alcune righe di testo di lunghezza diversa; a destra una fila di quadratini appoggiati su una linea, e uno di essi è più grande e acceso degli altri.
Il punto di partenza

Chi organizza un evento tiene tutto in quattro posti diversi.

Un foglio di calcolo per le scadenze, la posta per i fornitori, un documento per la scaletta, i foglietti per il resto. Ogni pezzo sta in un posto che va bene per quel pezzo, e non esiste un punto da cui si vede a che punto sei.

Plan Scope tiene le quattro cose insieme: le pagine che scrivi, le attività con le loro date, l'avanzamento e le scadenze della settimana. Dopo il caricamento della pagina l'app non fa più una richiesta di rete: puoi verificarlo dagli strumenti per sviluppatori del browser.

Il rovescio è dichiarato, e conviene saperlo prima: senza un server, i dati vivono nel browser di chi li scrive. Per questo l'esportazione è una funzione principale e non una voce di menu — un progetto esce in un file solo, che si rimette dentro identico.

Lavorare in due passa da una cartella, non da un account. Scegli una cartella dentro Dropbox, OneDrive o Google Drive: i progetti che condividi vengono scritti lì come file di testo, un file per pagina, e riletti quando un collega li cambia. È la cartella a viaggiare; l'app continua a non mandare niente a nessuno.

L'interfaccia dell'app, in esecuzione nel browser.

Cosa fa

  • Tiene più progetti, ognuno con le sue pagine e il suo piano: bacheca, calendario e timeline sono tre viste della stessa lista.
  • Scrive pagine formattate: titoli, elenchi, checklist, tabelle, immagini e allegati. Incolla da Word con titoli, elenchi e tabelle intatti.
  • Salva mentre scrivi, e tiene le versioni: un'istantanea ogni dieci minuti, per tornare a com'era una pagina.
  • Collega le pagine fra loro con [[doppie parentesi]], mostra chi punta dove, e dà alle pagine tag e proprietà che si leggono in tabella.
  • Tiene le attività con data, priorità, assegnatario, tag, checklist, sottoattività e ripetizione; mostra l'avanzamento e le scadenze di tutti i progetti in un pannello solo.
  • Cerca in tutto con Ctrl+K: pagine, attività, progetti, senza badare agli accenti.
  • Esporta un progetto in un file solo, immagini comprese, e lo reimporta identico — o aggiorna quello che hai già con le modifiche di un collega.
  • Esce anche come PDF dal browser, come pagina web autosufficiente, come calendario `.ics`, come CSV per Excel, come Markdown.
  • Lavora in due attraverso una cartella condivisa: Dropbox, OneDrive, Google Drive. Le pagine sono file Markdown, leggibili anche con Obsidian.
  • Importa una bacheca Trello e un export Notion, per quello che si può portare.
  • Annulla le cancellazioni: quello che butti resta recuperabile per trenta giorni, o finché non svuoti il cestino.
  • Funziona in italiano e in inglese, e nel tema chiaro come in quello scuro.

Cosa non fa

  • Non lavora in tempo reale: la cartella condivisa si legge quando l'app torna in primo piano e poi una volta al minuto. Una pagina cambiata da tutti e due nello stesso momento resta doppia, con il nome dell'altro nel titolo, e la confrontate voi.
  • La cartella condivisa funziona su Chrome ed Edge, sul computer: Safari, Firefox e i telefoni non permettono a una pagina web di aprire una cartella. Lì resta lo scambio di file.
  • Non manda promemoria a app chiusa: non c'è un server che possa svegliarsi al posto tuo. Installata, l'icona mostra il numero delle attività in ritardo.
  • Non usa modelli di intelligenza artificiale: «Copia per un assistente» mette il testo negli appunti, e l'assistente lo scegli tu.